GOGOL' COME PRESENTIMENTO
Si avvicina la celebrazione del’200 anniversario della nascita di Nikolaj Vassiljevich Gògol’ (Николай Васильевич Гоголь). Uno dei celebri scrittori della letteratura russa dell’Ottocento, la quale a dir la verità tutta uscì fuori dal «Mantello» di Gogol’.
Gogol’ stava nelle origini della cosiddetta scuola naturale, i cui rappresentanti descrivevano il realismo cupo e i costumi austeri dei sobborghi della città prestando un’attenzione particolare alle parti della vita poco appariscenti. E intanto era uno dei più profondi mistici e filosofi dei suoi tempi. Il taglio sociale della realtà lo preoccupava nella misura in cui serviva la manifestazione dell’assurdo comune e l’esoticità dell’esistenza umana.
Nel 1835 escono due raccolte dei racconti «Arabeschi» («Арабески») e «Mìrgorod» («Миргород») scritte con l’eccezionale senso dell'umorismo dei soggetti fantastici che letteralmente fanno mettere la testa a posto.
Non dimentichiamoci che Gogol’ era anche un insuperato drammaturgo del genere della commedia e le sue piece per teatro «L’Ispettore generale» («Ревизор») o «Il Matrimonio» («Женитьба») realmente sono disfatte alle citazioni. Gogol’ creò nella letteratura russa il genere horror nei suoi romanzi brevi «La Prospettiva Nevskij» («Невский проспект») e «Vij» («Вий»).
Ma il suo libro principale è senz’altro «Le Anime Morte» («Мёртвые души»), la cui idea gli fu suggerita da Pushkin, il quale amava raccontare delle storie, frottole, aneddoti e fatti curiosi. Gogol’ nel suo romanzo con i piccoli dettagli talvolta comicissimi disegnò la vita russa come è. Nella storia delle avventure dell’affascinante affarista Pavel Cìcikov (Павел Чичиков) è rappresentato il tema dell’indurimento e dell’assenza d’autenticità dell’uomo e del mondo nel suo insieme con l'attendibilità tragica.
Alla fine della vita Gogol’ diventa più religioso. Scriveva i lavori teologici, fra i quali il più sostanziale è «La Riflessione della Liturgia Divina» («Размышление о Божественной Литургии»). Nel 1848 fece il pellegrinaggio alla Terra Santa alla Tomba del Signore, dopo di che definitivamente tornò in Patria dai suoi viaggi di molti anni all’estero.
L’idea del secondo volume delle Anime Morte in cui Gogol’ sognava di far uscire la storia della degenerazione spirituale e della «vivificazione» dell'anima umana, non era realizzata. L’estate del 1845 Gogol’ bruciò il manoscritto del secondo volume. All’inizio dell’anno 1852 Gogol’ praticamente di nuovo riscrisse il secondo volume, ma poi lo bruciò per la seconda volta. Qualche giorno dopo, 21 febbraio 1852, morì a Mosca, nella città in cui viveva e amava, e dove fu sepolto. Gogol’ era un precursore di Fiodor Dostojevskij, e così si dice che tutti sono usciti fuori dal «Mantello» di Gogol’ perché Gogol’ nel suo racconto «Il Mantello» («Шинель») indicò la strada della letteratura russa della seconda metà dell'Ottocento.
Dopo il mio breve riassunto sarebbe bene parlare di Gogol’ nella musica, pittosto nella musica lirica, anche se sui temi di Gogol’ furono realizzati i pezzi musicali sinfonici ed anche i balletti.
Nell’Opera Gogol’ aveva molto successo fra i compositori russi e per prima cosa si dovrebbero subito nominare due opere sullo stesso soggetto di due compositori. Sono Piotr Ciajkovskij e Nikolaj Rimskij-Kòrsakov, i quali fecero le loro opere liriche sulla fiaba «La Notte prima di Natale» («Ночь перед Рождеством»). Questa fiaba è dal volume di racconti dal titolo «Le veglie alla fattoria di Dikànka» («Вечера на хуторе близ Диканьки»). Ciajkovskij fu il primo e chiamò la sua opera «Gli Stivaletti» («Черевички»). A dir il vero «cerevìchki» non è la stessa cosa che gli stivaletti, ma io non dibatterò con i primi traduttori i quali introdurranno proprio questa traduzione della parola «cerevìchki». Ce l'hanno sulla coscienza.
Invece Rimskij-Korsakov scrisse la sua opera su questo soggetto solo dopo la morte di Ciajkovskij e la chiamò tale come nell’originale da Gogol’. Ambedue le opere sono molto belle e completamente diverse nel loro genere musicale. Vorrei solo evidenziare che l’opera di Korsakov è un po’ seria, invece l’opera di Ciajkovskij è comica, con un pirotecnico sarcasmo gogoliano.
Rimskij-Korsakov è l’autore dell’altra opera sul soggetto di Gogol’. È l’Opera «La Notte di Maggio» («Майская Ночь»). Questa storia di horror entra anche nel ciclo dei racconti «Le veglie alla fattoria di Dikànka» e si chiama «La Notte di Maggio o L’Annegata». L’orribile storia delle russàlke (le ondine dei fiumi). L’opera è splendida. È un capolavoro di Korsakov.
Non possiamo dimenticarci di Modest Mùssorgskij il quale cominciò a scrivere ma non finì la sua opera «Il Matrimonio» («Женитьба») sull’omonima piece teatrale di Gogol. L’opera è meravigliosa ed è un peccato che raramente sia rappresentata nel teatri lirici. Ma l’opera «Il Matrimonio» non era la prima prova di Mussorgskij di rivolgersi a Gogol’. Prima fu scritta l’opera «La Fiera di Soròcintsy» («Сорочинская Ярмарка»), la storia allegra la quale anche entra nel ciclo dei racconti «Le veglie alla fattoria di Dikànka».
Dmitrij Shostakovich, il grande ammiratore di Gogol’ fece due opere sui suoi soggetti: «Il Naso» («Нос») e «I Giocatori» («Игроки»). Ma è un argomento per un discorso di una certa consistenza. L’opera «Il Naso» è un capolavoro assoluto del Novecento.
Da non sottacere che negli anni ’70 nel Teatro da Camera (o Teatro lirico di Boris Pokròvskij) di Mosca furono presentate nella reggia di Pokrovskij due opere in un atto tratte da due racconti di Gogol’. Sono «Il Mantello» («Шинель») e «Il Calesse» («Коляска») del compositore Aleksandr Khòlminov (Александр Холминов, nato nel 1925).
Queste opere sono registrate su cd e per gli appassionati della lirica russa è un mio consiglio di ascoltarle.
Infine «Le Anime Morte» («Мёртвые Души») di Rodion Scedrìn (Родион Щедрин). La prima rappresentazione: 1979, Teatro Bolshoj di Mosca. È una meravigliosa opera che amo molto. Esiste la registrazione integrale sui cd con il baritono Aleksandr Voroshylo (Александр Ворошило) nella parte di Cicikov. L’Orchestra del Teatro Bolshoj diretta da Jurij Temirkànov (Юрий Темирканов). Registrato: 1982 «MELODIA»
Certo che si può continuare questa lista, ma ci fermeremo all’opera di Rodion Scedrin, la quale sinceramente consiglio di trovare e ascoltare.
I miei cari saluti
Michele
Gogol’ stava nelle origini della cosiddetta scuola naturale, i cui rappresentanti descrivevano il realismo cupo e i costumi austeri dei sobborghi della città prestando un’attenzione particolare alle parti della vita poco appariscenti. E intanto era uno dei più profondi mistici e filosofi dei suoi tempi. Il taglio sociale della realtà lo preoccupava nella misura in cui serviva la manifestazione dell’assurdo comune e l’esoticità dell’esistenza umana.
Nel 1835 escono due raccolte dei racconti «Arabeschi» («Арабески») e «Mìrgorod» («Миргород») scritte con l’eccezionale senso dell'umorismo dei soggetti fantastici che letteralmente fanno mettere la testa a posto.
Non dimentichiamoci che Gogol’ era anche un insuperato drammaturgo del genere della commedia e le sue piece per teatro «L’Ispettore generale» («Ревизор») o «Il Matrimonio» («Женитьба») realmente sono disfatte alle citazioni. Gogol’ creò nella letteratura russa il genere horror nei suoi romanzi brevi «La Prospettiva Nevskij» («Невский проспект») e «Vij» («Вий»).
Ma il suo libro principale è senz’altro «Le Anime Morte» («Мёртвые души»), la cui idea gli fu suggerita da Pushkin, il quale amava raccontare delle storie, frottole, aneddoti e fatti curiosi. Gogol’ nel suo romanzo con i piccoli dettagli talvolta comicissimi disegnò la vita russa come è. Nella storia delle avventure dell’affascinante affarista Pavel Cìcikov (Павел Чичиков) è rappresentato il tema dell’indurimento e dell’assenza d’autenticità dell’uomo e del mondo nel suo insieme con l'attendibilità tragica.
Alla fine della vita Gogol’ diventa più religioso. Scriveva i lavori teologici, fra i quali il più sostanziale è «La Riflessione della Liturgia Divina» («Размышление о Божественной Литургии»). Nel 1848 fece il pellegrinaggio alla Terra Santa alla Tomba del Signore, dopo di che definitivamente tornò in Patria dai suoi viaggi di molti anni all’estero.
L’idea del secondo volume delle Anime Morte in cui Gogol’ sognava di far uscire la storia della degenerazione spirituale e della «vivificazione» dell'anima umana, non era realizzata. L’estate del 1845 Gogol’ bruciò il manoscritto del secondo volume. All’inizio dell’anno 1852 Gogol’ praticamente di nuovo riscrisse il secondo volume, ma poi lo bruciò per la seconda volta. Qualche giorno dopo, 21 febbraio 1852, morì a Mosca, nella città in cui viveva e amava, e dove fu sepolto. Gogol’ era un precursore di Fiodor Dostojevskij, e così si dice che tutti sono usciti fuori dal «Mantello» di Gogol’ perché Gogol’ nel suo racconto «Il Mantello» («Шинель») indicò la strada della letteratura russa della seconda metà dell'Ottocento.
Dopo il mio breve riassunto sarebbe bene parlare di Gogol’ nella musica, pittosto nella musica lirica, anche se sui temi di Gogol’ furono realizzati i pezzi musicali sinfonici ed anche i balletti.
Nell’Opera Gogol’ aveva molto successo fra i compositori russi e per prima cosa si dovrebbero subito nominare due opere sullo stesso soggetto di due compositori. Sono Piotr Ciajkovskij e Nikolaj Rimskij-Kòrsakov, i quali fecero le loro opere liriche sulla fiaba «La Notte prima di Natale» («Ночь перед Рождеством»). Questa fiaba è dal volume di racconti dal titolo «Le veglie alla fattoria di Dikànka» («Вечера на хуторе близ Диканьки»). Ciajkovskij fu il primo e chiamò la sua opera «Gli Stivaletti» («Черевички»). A dir il vero «cerevìchki» non è la stessa cosa che gli stivaletti, ma io non dibatterò con i primi traduttori i quali introdurranno proprio questa traduzione della parola «cerevìchki». Ce l'hanno sulla coscienza.
Invece Rimskij-Korsakov scrisse la sua opera su questo soggetto solo dopo la morte di Ciajkovskij e la chiamò tale come nell’originale da Gogol’. Ambedue le opere sono molto belle e completamente diverse nel loro genere musicale. Vorrei solo evidenziare che l’opera di Korsakov è un po’ seria, invece l’opera di Ciajkovskij è comica, con un pirotecnico sarcasmo gogoliano.
Rimskij-Korsakov è l’autore dell’altra opera sul soggetto di Gogol’. È l’Opera «La Notte di Maggio» («Майская Ночь»). Questa storia di horror entra anche nel ciclo dei racconti «Le veglie alla fattoria di Dikànka» e si chiama «La Notte di Maggio o L’Annegata». L’orribile storia delle russàlke (le ondine dei fiumi). L’opera è splendida. È un capolavoro di Korsakov.
Non possiamo dimenticarci di Modest Mùssorgskij il quale cominciò a scrivere ma non finì la sua opera «Il Matrimonio» («Женитьба») sull’omonima piece teatrale di Gogol. L’opera è meravigliosa ed è un peccato che raramente sia rappresentata nel teatri lirici. Ma l’opera «Il Matrimonio» non era la prima prova di Mussorgskij di rivolgersi a Gogol’. Prima fu scritta l’opera «La Fiera di Soròcintsy» («Сорочинская Ярмарка»), la storia allegra la quale anche entra nel ciclo dei racconti «Le veglie alla fattoria di Dikànka».
Dmitrij Shostakovich, il grande ammiratore di Gogol’ fece due opere sui suoi soggetti: «Il Naso» («Нос») e «I Giocatori» («Игроки»). Ma è un argomento per un discorso di una certa consistenza. L’opera «Il Naso» è un capolavoro assoluto del Novecento.
Da non sottacere che negli anni ’70 nel Teatro da Camera (o Teatro lirico di Boris Pokròvskij) di Mosca furono presentate nella reggia di Pokrovskij due opere in un atto tratte da due racconti di Gogol’. Sono «Il Mantello» («Шинель») e «Il Calesse» («Коляска») del compositore Aleksandr Khòlminov (Александр Холминов, nato nel 1925).
Queste opere sono registrate su cd e per gli appassionati della lirica russa è un mio consiglio di ascoltarle.
Infine «Le Anime Morte» («Мёртвые Души») di Rodion Scedrìn (Родион Щедрин). La prima rappresentazione: 1979, Teatro Bolshoj di Mosca. È una meravigliosa opera che amo molto. Esiste la registrazione integrale sui cd con il baritono Aleksandr Voroshylo (Александр Ворошило) nella parte di Cicikov. L’Orchestra del Teatro Bolshoj diretta da Jurij Temirkànov (Юрий Темирканов). Registrato: 1982 «MELODIA»
Certo che si può continuare questa lista, ma ci fermeremo all’opera di Rodion Scedrin, la quale sinceramente consiglio di trovare e ascoltare.
I miei cari saluti
Michele
