A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

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A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Mar Lug 27, 2010 10:05 am

A Messaggeria, Ricordi e Discografia Feltrinelli (Galleria Alberto Sordi) sono uscite molte registrazioni da vari archivi storici di opere composte in lingua diversa dall'italiano (Fidelio, Eugenio Onieghin - La Dama di Picche, Ivan Susanin e Konvancina), cantate in queste registrazioni in italiano, composte rispettivamente da Beethoven, Čajkovskij, Glinka e Mussorgsky, eseguite da artisti eccezionali (Boris Christoff, Ettore Bastianini, Cesare Valletti, Mario Picchi, Jurinac e tanti altri), grazie alle quali si possono capire i grandi capolavori operistici tedeschi e sopratutto russi, l'unico problema che non sono accompagnati dal libretto e, cercando su Internet, ho scoperto che i libretti sono accompagnati dalle traduzioni letterarie in italiano e non da quelle ritmiche e quindi la traduzione in italiano varia fra libretto reperito su Internet e incisione pur mantenendo la storia intatta.
Come posso fare a reperire la traduzione ritmica di queste registrazioni?
E grazie a voi e viva l'Opera e la Lirica.
Ultima modifica di Syrio su Mar Lug 27, 2010 7:15 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 27, 2010 10:06 am

Trovare su qualche bancarella i libretti italiani di cinquanta od ottant'anni fa, editi dai "proprietari" Ricordi o Sonzogno o nella benemerita serie arancione delle "Edizioni popolari Barion - Sesto San Giovanni".

A Trieste trovai persino quello d'Arianna e Barbablú di Dukas.
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi Syrio il Mar Lug 27, 2010 11:38 am

Ah ok, le bancarelle, perfetto, m'hai dato un idea, andrò lì. Ma questa serie arancione delle "Edizioni popolari Barion - Sesto San Giovanni" che mi hai detto, queste dove le trovo scusa? No, veramente, sono proprio ansioso di reperire questi libretti con le traduzioni ritmiche di queste incisioni, specialmente dopo aver ascoltato Eugenio Oniehin, Kovancina e Ivan Susanin in italiano cantate da uno strabiliante Boris Christoff, ma anche gli altri, veramente imperdibili, ed è stato la prima volta, e grazie a queste incisioni, che ho un approccio sostanzioso (ben 4 opere in un colpo) con l'opera russa, tutte in italiano e veramente posso dire, da consumato ascoltatore di opere italiane e francesi di tutti i generi e tempi, che i russi hanno una vena drammatica densissima e molto toccante, comune, stando a questi ascolti, a tutti, da Čajkovskij a Glinka a Mussorgsky (immagino gli altri), e poi questo realismo e questa ricerca continua di sentimenti e affetti umani che pervade tutta l'opera, questi monologhi (che Christoff!) filosofici, struggenti, contemplativi, seguiti da cori meravigliosamente orchestrati. Scioccante è l'ascolto della 4^ traccia del 2° cd di Kovancina di Mussorgsky, un assolo del tenore leggero con accompagnamento di orchestra grottesco e chiusura di coro tremenda. Meno male che l'incisione ci ha conservato questi documenti storici irripetibili di interpretazioni in italiano. Speriamo che questi archivi storici sparsi per l'Europa e per il Mondo continuino a stampare i gioielli nascosti negli scaffali. Sicuramente una volta metabolizzate queste opere "straniere" cantate in italiano, questo mi indurrà sicuramente a comprarle nelle lingue originali, magari registrazioni meno antiche e stereo, e ad ascoltarle e gustarle nella lingua originale, memore dell'ascolto in italiano. A questo punto sognerei di trovare incisioni in italiano di opere come Mazeppa (Čajkovskij), Rusalka (Dvořák), Turandot (Busoni), le opere tedesche di Wolf-Ferrari (operista a mio avviso eccezionale e da ascoltare più frequentemente sempreché siano disponibili sue opere in italiano e non in dialetto veneto) e in particolare Stravinsky di cui vorrei finalmente iniziare ad ascoltare un opera in italiano o in francese. Veramente grazie a queste incisioni che esistono perché non ascoltare le opere sopra indicate, per un melomane, è una lacuna non indifferente visto il livello spaventoso di queste opere e m'immagino quante altre ce ne siano, sopratutto nel panorama lirico russo che, nonostante sono da 25 anni melomane, ho appena or ora scoperto.
Aiutatemi per favore con qualche indicazione a Roma per i libretti ritmici sopra indicati.
Un grande saluto a tutti i melomani incalliti, viva l'Opera e la Lirica e a presto.
Sinceramente... Syrio.
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 27, 2010 11:41 am

Syrio ha scritto:Ma questa serie arancione delle "Edizioni popolari Barion - Sesto San Giovanni" che mi hai detto, queste dove le trovo scusa?

Sulle bancarelle anche loro, o da qualche libraio con cose vecchie. Sono inconfondibili.
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 27, 2010 1:20 pm

Aggiungo che considero imperdibile anche un'altra edizione radiofonica di Kovancina, successiva circa d'una dozzina d'anni quella Rodzinski-Christoff, che suppongo sia quella che hai ricordato tu. La RAI commissionò la traduzione italiana della realizzazione Shostakovich dell'opera, che trovò poi in Fiorenza Cossotto l'interprete in assoluto migliore di Marfa che io abbia mai sentito in disco o in teatro (con buona pace di coloro che demonizzano le traduzioni...). E niente male sono anche gli altri, capitanati da Ghiaurov, comprso il direttore jugoslavo Bogo Leskovich, a me ignoto per altro. La speranza di trovare il testo a stampa di quest'edizione, anch'essa romana, temo però coincida con quella di trovare un programma di sala, nell'ipotesi che lo includesse.
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi Syrio il Mar Lug 27, 2010 2:05 pm

Stavo proprio per scriverlo prima, e ci ho ripensato, e tu lo hai scritto. Hai sottolineato il rifiuto di alcuni per le esecuzioni in italiano di opere composte in altre lingue. Io invece questa pratica la ri-introdurrei senza il disprezzo, in un momento successivo, dell'ascolto in lingua originale. Ecco, a questo posso anche seguirle con la traduzione letteraria in italiano, ma solo dopo averle sentite possibilmente eseguito in italiano, e queste incisioni ce lo stanno, grazie a Dio, permettendo. Direi che è ottimo.
Non mi farò scappare le incisioni in italiano, e poi che incisioni.. guardate che nomi.. che cantanti.. che interpretazioni.. manco a trovarli per le opere italiane! Complimenti di cuore.
Sì, Kovancina di Christoff è quella che hai citato e se esce l'altra con la Cossotto.. la compro.. e poi.. a questi prezzi popolari. Ottimo, veramente ok.
Eh.. il libretto "ritmico" mi sa' che è come dici tu.. non c'è speranza!
E non voglio seguirlo con il testo "letterario". Piuttosto continuo a seguirla "a orecchio". Però ci sono certi monologhi.. certi monologhi.. da brivido.
Erano proprio patriottici questi qua e avevano un senso sociale veramente forte e di altri tempi. E poi questi operisti russi sono tutti letterati e si scrivono i libretti da soli. Che personaggi!
No.. guarda.. comunque Kovancina con Christoff e gli altri, in italiano, è proprio da approfondire e ascoltare nei minimi dettagli e a lungo.
S'è aperta ufficialmente la caccia ai libretti con le traduzioni ritmiche e letterarie.
(( :x ))
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 27, 2010 2:53 pm

Syrio ha scritto:Io invece questa pratica la ri-introdurrei senza disprezzare l'ascolto delle opere, in un momento successivo, in lingua originale.

A Berlino coesistono tre teatri d'opera, dei quali uno (la Komische Oper) esegue tutto il grande repertorio, comprese le opere italiane di Mozart, in traduzione tedesca.

Al Coliseum di Londra m'è capitato finalmente di poter un po' seguire i dialoghi di Jenufa perché l'opera vi veniva data in traduzione inglese. (Decenni fa vi sentii in inglese anche il Don Giovanni: "Don Giovanni, I was invited, to have my supper here with you". Indimenticabile...)

Specie qui in Italia, i fautori della pacifica coesistenza d'originale e traduzioni siamo però un'esigua minoranza (pochi sí, ma direi buoni): gli opinion makers sono coloro che magari non capiscono una parola di tedesco e nemmeno sanno leggere l'alfabeto cirillico, ma "non tollerano" Wagner (che prescrisse la traduzione delle sue opere nella lingua prevalente degli spettatori), o Musorgskij se non quando non ne capiscono un fico secco. Come le vecchie beghine che piansero quando Montini abolí dall'uso corrente la Messa in latino.

Io considero una vera fortuna avere cominciato a vedere Boris (e anche Kovancina) quando ancora le si cantavano in italiano: «Triste ho il cor...» «Ancora un fatto, un'ultima leggenda» ... «Ho il potere supremo. Già da sei anni la Russia in pace io reggo...», ecc. ecc. Non sarà gentile nei confronti della poesia di Pushkin, ma utile all'ascoltatore credo di sí.

Di tutto questo abbiamo già parlato piú volte, ma i "puristi" sono irremovibili: da noi si dà ormai «in lingua originale» anche La vedova allegra...
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 27, 2010 3:12 pm

Syrio ha scritto:...se esce l'altra con la Cossotto...

Io la trovai... in Germania, ma tempo dopo la vidi in giro anche in Italia. L'esecuzione mi sembra risalga al 1973, l'edizione è di meno di dieci anni fa. Probabilmente è reperibile in Internet.
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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi paperino il Mar Lug 27, 2010 5:28 pm

MUSSORGSKY
Khovanshchina
C. Siepi (Dosifei), N.Ghiaurov(Prince Ivan Khovanski), V.Luchetti(Prince
Andrei Khovanski), L.Spiess(Prince Vasili Golitsin),
S.Nimsgern(Boyar Shakloviti), F.Cossotto(Marfa), H.Handt(The
Chancellery Clerk), G.Cesarini(Pastor), M.Sighele(Emma),
A.Marchiandi(Kuzka), U.Carosi(Varsonofyev),
E.Souliotis(Susanna), C.Strudthoff(Streshnev), T.Rovetta, C. Del
Bosco(Two Streltsi Guards) - Dir. Bogo Leskovich - Coro e
Orchestra della RAI - 01/11/1973

CD - Opera
d'oro
-------------------------------------------------------------------------------------------------
Tchaikovsky - Mazeppa - Jonel Perlea (2 CD Set) [CD, Import]
Peter Illych Tchaikovsky, Jonel Perlea, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino (Orchestra), Ettore Bastianini, Magda Olivero, Boris Christoff, Maryana Radev, David Poleri, Fausto Flamini, Piero de Palma CD G.O.P.
----------------------------------------------------------------------------------------
Sono tutte e due in italiano e reperibili con una certa facilità.
La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno (Laclos/Poli).

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Re: A proposito di librettistica di traduzioni ritmiche d'incisi

Messaggiodi Berlioz il Mar Lug 27, 2010 6:19 pm

mascherpa ha scritto:
Syrio ha scritto:Io invece questa pratica la ri-introdurrei senza disprezzare l'ascolto delle opere, in un momento successivo, in lingua originale.

A Berlino coesistono tre teatri d'opera, dei quali uno (la Komische Oper) esegue tutto il grande repertorio, comprese le opere italiane di Mozart, in traduzione tedesca.

Al Coliseum di Londra m'è capitato finalmente di poter un po' seguire i dialoghi di Jenufa perché l'opera vi veniva data in traduzione inglese. (Decenni fa vi sentii in inglese anche il Don Giovanni: "Don Giovanni, I was invited, to have my supper here with you". Indimenticabile...)

Specie qui in Italia, i fautori della pacifica coesistenza d'originale e traduzioni siamo però un'esigua minoranza (pochi sí, ma direi buoni): gli opinion makers sono coloro che magari non capiscono una parola di tedesco e nemmeno sanno leggere l'alfabeto cirillico, ma "non tollerano" Wagner (che prescrisse la traduzione delle sue opere nella lingua prevalente degli spettatori), o Musorgskij se non quando non ne capiscono un fico secco. Come le vecchie beghine che piansero quando Montini abolí dall'uso corrente la Messa in latino.

Io considero una vera fortuna avere cominciato a vedere Boris (e anche Kovancina) quando ancora le si cantavano in italiano: «Triste ho il cor...» «Ancora un fatto, un'ultima leggenda» ... «Ho il potere supremo. Già da sei anni la Russia in pace io reggo...», ecc. ecc. Non sarà gentile nei confronti della poesia di Pushkin, ma utile all'ascoltatore credo di sí.

Di tutto questo abbiamo già parlato piú volte, ma i "puristi" sono irremovibili: da noi si dà ormai «in lingua originale» anche La vedova allegra...


Io dei Maestri Cantori ricordo una versione ritmica abbastanza agghiacciante :mrgreen:
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi dottorcajus il Mar Lug 27, 2010 7:19 pm

Sono anche io della schiera di Mascherpa ma ammetto che non tutti i titoli si adattano alla traduzione ritmica.
Non sono esperto e non so se ne esistano di varie ma anni fa vidi a Bologna un Flauto Magico con la Devia-Regina della Notte e con una traduzione ritmica che definire imbarazzante è molto poco. Era assolutamente ridicola ed a me creò continui ed imbarazzanti scoppi di riso.
Roberto
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Il mio sito web: http://www.lavoceantica.it dedicato agli ignoti cantanti lirici del passato.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi paperino il Mar Lug 27, 2010 7:22 pm

dottorcajus ha scritto:Sono anche io della schiera di Mascherpa ma ammetto che non tutti i titoli si adattano alla traduzione ritmica.
Non sono esperto e non so se ne esistano di varie ma anni fa vidi a Bologna un Flauto Magico con la Devia-Regina della Notte e con una traduzione ritmica che definire imbarazzante è molto poco. Era assolutamente ridicola ed a me creò continui ed imbarazzanti scoppi di riso.
Roberto


Si trattava di una versione ritmica nuova di zecca a cura di Lorenzo Arruga.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Mar Lug 27, 2010 7:57 pm

Qualche mese fa era la volta, invece, delle opere tedesche, che tanto volevo ascoltare ma avevo il non trascurabile, se non insormontabile, limite della lingua. Proprio quando mi rodevo di voglia di ascoltarle in italiano, ecco apparirmi negli scaffali magici di Ricordi e Messaggeria in bella vista come per incanto due incisioni: una storica e l'altra addirittura del 2006 di due titoloni operistici tedeschi cantati nella lingua del bel paese: Fidelio, interpretata dall'intramontabile Christoff (che basso!) e dal sempre amato Valletti, registrazione d'archivio (ma questi archivi sono tremendi, che ti tirano fuori!), l'altra opera è la tanto bramato Flauto Magico, che fremevo dal desiderio di capire.. e che incisione. Allora: registrazione DDD, riportante la scritta "WORLD PREMIER original italian version, Praga 1794" interpretata dai seguenti nomi: Serra, D'Aguanno, Cilli, Trivellato, Ferrara, Martorana, Zanettin, Fracasso, Molinari, Gaspari, Dall'Amico e diretta da Giovanni Battista Rigon all'Orchestra Filarmonica Veneta "G. F. Malipiero", libretto di De Gamerra, contemporaneo di Mozart, quindi una traduzione ritmica dell'epoca. L'esecuzione mi è sembrata impeccabile ed eseguita benissimo, in modo assolutamente professionale ed estroso, ascoltata la quale un'infinità di volte, ho sentito quella originale in tedesco con schwarzkopf, chiaramente intramontabile, ma quella italiana, all'attento paragone, è risultata del tutto rispettabile e prova di un Flauto in italiano per nulla inferiore e interpretatissimo, complimente agli interpreti a me poco noti ma altamente professionali.
Non è a mio avviso che certe opere non si prestano alla traduzione ritmica quanto alla riuscita generica della realizzazione della stessa.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Mar Lug 27, 2010 9:53 pm

Incredibile e emozionatissimo Bastianini nella Dama di Picche in italiano, verso la fine del 1° CD, la 13^ e penultima traccia. Si tratta di una commossa aria di Bastianini. L'italiano fa proprio effetto, e che dizione! Poi la sorpresa alla 14^ e ultima traccia. Un pezzo che fa la parodia del Settecento. Sincero e galante e sembra staccato dal Flauto Magico.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi mascherpa il Mer Lug 28, 2010 11:10 am

paperino ha scritto:Si trattava di una versione ritmica nuova di zecca a cura di Lorenzo Arruga.

Mi vien da chiedere perché mai non avessero usato quella preparata da Fedele D'Amico per la Fenice nel 1980.

Trovo significativo che la prima versione italiana della Zauberflöte, risalente al 1792, fu preparata da Giovanni da Gamerra, che era stato il librettista del Lucio Silla, non per l'Italia ma per Dresda, dove il duca (i Wettin non erano piú re di Polonia e non ancora re di Sassonia) non gradiva punto le opere in tedesco. Ignoro il nome del Guiraud di turno.

Leonardo Sciascia ricorda, da par suo, un'altra versione italiana della Zauberflöte, realizzata da un personaggio di Palermo, evidentemente piuttosto ricco, che intorno al 1820 era direttore della neoistituita "Real casa de' matti", un istituto a quei tempi all'avanguardia in Europa, perlomeno nel suo genere. Poiché non conosceva il tedesco, questo signore scrisse il proprio testo ritmico partendo da una traduzione letterale latina dell'originale, che s'era fatto preparare dal farmacista (tedesco) della Casa.
Sempre secondo lo Sciascia, il lavoro ebbe un'unica esecuzione, privatissima, ma il testo riprodotto nell'antologia delle sue prefazioni per Sellerio non aggiunge altre notizie.
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